scomparto:cunti, granci
Giorni fa Varasca postava - tra le altre cose - di un paio di scarpette rosse trovate per strada.
Giorni fa si parlava, con un amico, di scrittura manuale.
In un mondo dove la comunicazione è sempre più legata all'elettronica (mail, sms, messaggi in segreteria per i più ostinati), cos'è che si scrive ancora a mano?
Forse, gli appunti.
E specialmente gli appunti di viaggio. Ci sono ancora persone che portano con sé, ovunque vadano, dei taccuini su cui annotare pensieri, frasi, immagini che li hanno particolarmente colpiti.
A volte, i taccuini viaggiano da soli, raccogliendo impressioni, colori, parole - ma non solo - dalle persone che vanno a visitare.
E' il caso del "Quaderno Cartografico Viaggiante" (per gli amici, QCV), un progetto che Matteo/Maestro/Giocatore ci presentò così: "far viaggiare un quaderno al posto nostro. Ogni cartografo, o ogni amico dei "cartografi", che riceva il quaderno lo tiene con sé qualche giorno. Lo immerge nella sua aria, ci incolla sopra le sue parole, lo usa come diario (o come "Blog"...) ci disegna, scarabocchia, dipinge, lo fotografa, lo modifica. Poi lo spedisce ad un altro indirizzo. Si potrebbero addirittura seguire gli spostamenti postali del quaderno e, alla fine della sua lunga peregrinazione per tutta Italia - Europa -Mondo, le sue ricche pagine "istoriate" potrebbero essere passate allo scanner e ricondivise in rete."
Il viaggio del quaderno - che, controllando le date, iniziò giusto due anni fa, tra il 16 e il 17 febbraio 2006 - durò circa un anno e i suoi passaggi di mano in mano furono documentati da foto e post, sui singoli blog (anche qui a fianco si trova il tag) e sul blog dei cartografi (qcv, da sfogliare a ritroso).
Le sue tracce si persero nel febbraio 2007. Per fortuna, poco prima della sua sparizione, Eus si sobbarcò il compito di passarlo interamente allo scanner. Un anno dopo, Matteo/giocatore caricò l'intero set su Issuu, così da farcelo sfogliare ancora, almeno in modo virtuale.
Malgrado la sua sparizione non fosse prevista, il QCV ha portato a termine il suo viaggio dalla carta al pixel, dando la possibilità di essere sfogliato da tutti.
E, anche ad anni di distanza, sfogliarlo è sempre un'emozione.
Oggi è la giornata del risparmio energetico, come ci ricordano anche i giornali. La campagna "M'illumino di meno", lanciata per il quinto anno consecutivo da caterpillar, mira a sensibilizzare le persone sul risparmio energetico.
Nel pomeriggio di oggi sarà staccata per un'ora (18.00 - 19.00) l'illuminazione di alcuni monumenti (tra gli altri, a Roma il Colosseo, il Pantheon, Fontana di Trevi, Palazzo Chigi e pure il Cupolone di S. Pietro); l'invito "rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18."
Altre iniziative (per esempio, l'ecodieta sul sito di Enel) si spera continueranno ben oltre le 19.00 di oggi.
La mia "giornata del risparmio" è cominciata ieri e proseguirà nei prossimi giorni. Pochi gesti, niente di eclatante (minore utilizzo degli ascensori, attenzione alle luci di casa -quella sempre, ma in questi giorni forse di più). Però se ci proviamo tutti, a qualcosa potrebbe servire.
Io non credo troppo nei gesti che durano una giornata - o poche ore - e poi finiscono lì. Per esempio, la "giornata antifumo" in cui anche i fumatori si astengono, ma poi scattata la mezzanotte eccoli lì, come prima, più di prima.
Ma se si tratta di iniziare un percorso e portarlo avanti... perché no?
(immagino vi chiederete come mai questo post "informativo". In realtà è da un po' che penso a questa frase - M'illumino di meno - e mi chiedo se dal risparmio energetico non si possa passare anche al "risparmio emozionale". Ma intanto facciamo passare la giornata, poi casomai ci torno su)
Qualcuno di voi ha capito perché il 2008 ha resistito fino all’ultimo secondo (anzi, con un secondo in più)?
Immagino sia qualcosa legato agli arrotondamenti (lo stesso meccanismo dell’anno bisestile, insomma) ma tutti i servizi che ho visto, pur annunciando ampie spiegazioni, si limitavano poi a fare un elenco di tutto ciò che si può fare in un secondo, da uno schiaffo a un bacio, passando per starnuti, brindisi e cose così.
Mi chiedevo come hanno fatto a ritarare gli orologi – quelli di precisione, intendo: li hanno fermati, li hanno riportati indietro?
Vabbè, in fondo non importa: in un secondo si possono fare tantissime cose o nessuna; e poi figuriamoci se ci ricordiamo cosa abbiamo fatto, in quel secondo lì (un secondo che “non esiste”, in fondo, ancor più che il 29 febbraio).
Con l’anno vecchio, però, non sono sparite le nuvole, che continuano a offuscare buona parte delle giornate: in compenso (come per molti) si sono presentati alcuni chili in più che ora tocca faticare per far sparire.
Le feste, invece, sono andate, e devo dire abbastanza bene. Regali graditi – compreso un nuovo cellulare che mi sta facendo impazzire perché ogni tanto lancia chiamate “involontarie” mentre sto cercando di fare qualcos’altro – e la compagnia della famiglia; forse poco tempo per gli amici, ma quelli non scappano, ce ne sarà ancora.
E l’inizio d’anno?
Un po’ in salita, veramente: in questi giorni, poi, tra raffreddore e mal di gola sembra che chi parla con me abbia la sensazione di parlare con qualche cantante di gospel (se poi la voce sembrasse quella di Barry White – chi ha mai visto Ally McBeal può capirlo – sarebbe pure divertente, ma così…).
Dato il clima attuale, quando giorni fa trovai la cartolina di una raccomandata al mio rientro a casa, immaginai subito che si trattasse della “solita” multa (ogni tanto arrivano pure loro) e ho rimandato il ritiro fino a sabato.
Figuratevi la sorpresa nel ricevere, al posto della busta verde, una grossa busta imbottita. Anche l’indirizzo del mittente (anzi, dellA mittente) è stato una sorpresa: letto quello, il contenuto della busta non era più un mistero.
Ma prima, un passo indietro: nel 2007, quando aprii il mio account Anobii, iniziai a caricare tutta la collezione di Urania Fantasy (76 numeri). Dopo aver finito, scoprii che, in realtà, la collana aveva pubblicato ancora due numeri, più alcuni speciali. Se non lo avevo scoperto prima è perché, dopo il numero 76 (Settembre ’94), da mensile era diventato semestrale – e senza alcun preavviso. Così, dopo due mesi a vuoto, avevo rinunciato a cercarlo in edicola. Peccato.
Qualche tempo dopo, Leonia – un’altra utente di Anobii, con cui ero entrata in contatto grazie alla collezione – mi scrisse dicendomi che era in possesso di due copie del n. 78 e che, se le davo il mio indirizzo, me ne avrebbe mandata una.
Così il libro fu spedito – era ottobre 2007 – ma non arrivò mai, con dispiacere di entrambe.
Il pacco dunque, conteneva il libro atteso.
Ma non lo stesso libro (e questa è una sorpresa nella sorpresa).
Perché, come mi ha scritto Leonia nella lettera (spero non le dispiacerà se la cito), “i libri vagabondi hanno la tendenza a smarrirsi dietro ai sogni che incontrano” e qualche volta “corrono il rischio di fare brutti incontri e non ritrovano più la strada di casa”, come è successo al libro che mi ha spedito a ottobre 2007.
Però Leonia ne ha rintracciata un’altra copia e me l’ha spedita di nuovo, “con la speranza” mi ha scritto “che giunga a rallegrarti e a farti tanti auguri di un mondo migliore, dove nessuno debba mai smarrirsi”.
Questa volta il Libro Vagabondo ha trovato la strada di casa (mia), compiendo fino in fondo la sua missione.
Il nuovo anno così, anche se ancora in salita, inizia con un sorriso.
E un grande, enorme Grazie.
(ogni anno, con l'avvicinarsi delle feste, mi torna in mente il titolo di questo libro di Pasquale Festa Campanile, sceneggiato poi in un film per la regia di Comencini. Quest'anno ho deciso di usarlo)
Le ombre che hanno incupito la parte finale dell'anno non si sono ancora diradate, e il 2008 è riuscito nel suo intento di mostrarsi un "anno bisesto" secondo tradizione, e cioè "funesto".
Non per tutto, ovvio. D'altronde la perfezione (anche in senso negativo) non è di questo mondo, e perciò alcune cose belle (come la nascita del nipotino, a maggio, o gli incontri con dei nuovi amici) sono anch'esse da ricordare, ma se dovessi metterle sulla bilancia, temo che sarebbe l'altro piatto a pesare di più.
Quindi quest'anno niente bilanci, niente sguardi al passato, ma solo al futuro.
E' stato un anno difficile e lo è ancora; ma le difficoltà a volte rafforzano.
L'augurio è quindi di superarle, e costruire su di esse.
In questo il buon Brezsny è maestro, e per i Cancerini, ad esempio, il suo "consiglio" per il 2009 è il seguente:
Cancro (21 giugno - 22 luglio)
Nel musical di Broadway Passing strange, a un certo punto il narratore Stew dice: "Ti è mai capitato di svegliarti una mattina e di renderti conto che tutta la tua vita da adulto si basa su una decisione che hai preso quand'eri ancora adolescente?". Se è successo anche a te, Cancerino, il 2009 sarà l'anno giusto per cambiare le cose. Nei prossimi mesi potrai correggere gli errori di valutazione che hai commesso in passato. Potrai cominciare esaminando con attenzione un aspetto della tua vita che hai sempre pensato di dover accettare così com'è. Potresti scoprire che, in un certo senso, hai il potere di cambiare il passato e riconfigurare i tuoi ricordi.
Il che è una bella sfida; ma devo tornare proprio all'adolescenza, per cambiare? Avrei due/tre cosette dell'ultimo anno da correggere, per esempio.
Comunque, gli amichelati (il copyright sarebbe di Varasca) sono avvertiti. Anche gli altri, però, non sembrano cavarsela male, nelle previsioni. Nella realtà, magari, sarà tutta un'altra storia; lo sapremo solo dopo.
Se dovessi fare un dono simbolico, non saprei cosa scegliere: forse però questa "bella scatola bianca quadrata piena di buchi e con i bordi frastagliati, dove l'interno è esploso all'esterno" (il "regalo" di Brezsny ai Gemelli) potrebbe andare. Qualcosa contro gli schemi, che aiuti l'immaginazione e ribalti anche le cose cattive. Non sarebbe male, no?
Gli auguri posso certamente farli, e infatti eccoli qui, grazie a Blog&Nuvole (una delle altre cose belle del 2008) che ha segnalato il sito.
E ora non mi resta che controllare se ho chiuso gas e acqua, serrare le finestre e augurarvi ancora...
Buon Natale,
Buon Anno